16 marzo 2014

GRUPPO DI SPERIMENTAZIONE in DIDATTICA della MATEMATICA



Il Gruppo di Sperimentazione, che si appoggia ad Asfodelo, fa capo al RSDDM, Gruppo di Ricerca e Sperimentazione in Didattica e Divulgazione della Matematica-N.R.D.- Nucleo di Ricerca in Didattica della Matematica- Dipartimento di Matematica dell’Università di Bologna- Direzione Scientifica del Prof. Bruno D’Amore.

Il Gruppo è costituito da 4 sottogruppi "aperti" :

  1. gruppo scuola dell’infanzia (con all'interno anche docenti della primaria e della secondaria di I e II grado);
  2. gruppo scuola primaria (con all'interno anche docenti della secondaria di I e II grado);
  3. gruppo secondaria I grado(con all'interno anche docenti della secondaria di II grado);
  4. gruppo secondaria II grado(con all'interno anche docenti della secondaria di I grado).
 
Queste le prime azioni sul breve e medio periodo:

  • ogni gruppo nomina un proprio coordinatore e comincia a riunirsi per studiare sulla base  di una bibliografia minima suggerita dal prof. D'Amore;
  • successivamente ogni sottogruppo propone una mini sperimentazione sulla base dello studio effettuato;
  • si fa quindi una riunione generale (plenaria) nella quale ogni gruppo relaziona a tutti gli altri in merito al proprio lavoro.
Il prof. D'Amore coordina l’intero lavoro.


Chiunque volesse far parte di uno dei 4 gruppi suddetti faccia pervenire la propria adesione (nome, cognome, email, grado di scuola in cui si insegna, gruppo di lavoro scelto) all’indirizzo asfodelotricase@gmail.com entro il 31 marzo 2014.

Convegno Nazionale "LA DIDATTICA DELLA MATEMATICA: STRUMENTI PER CAPIRE E PER INTERVENIRE"



Articolo che sarà pubblicato su "Il volantino" di Tricase sabato 22 marzo.

Quando abbiamo deciso, come Associazione “Asfodelo”, di affrontare il grande problema del basso livello di competenze in matematica da parte della grande maggioranza degli studenti italiani, mai e poi mai avremmo creduto che sarebbero bastate poche mail per iniziare un affascinante viaggio con il prof. Bruno D’Amore e mettere in piedi, insieme, addirittura un convegno nazionale sulla didattica della matematica, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di II grado.
Perché il problema, naturalmente, non è la matematica in sé, ma il modo in cui la si insegna, avulsa da ogni contesto reale, vuota ed arida disciplina alla mercè di asfittiche regole e ripetitivi esercizi.
Non starò a dire chi è Bruno D’Amore nel mondo accademico nazionale ed internazionale, lascio ai lettori il compito di informarsi e di incuriosirsi su di lui, dirò solo che egli ha organizzato per noi un evento dallo spessore scientifico notevole, appoggiandosi a docenti degli atenei di Bologna, Pisa, Palermo e dell’università Distrital di Bogotà, fra i massimi esperti, oggi, nel campo della ricerca in didattica della matematica.
Il Convegno, svoltosi dal 3 al 5 marzo scorso nell’auditorium del Liceo “Comi” di Tricase, grazie alla collaborazione ed alla disponibilità del Dirigente Scolastico Ing. Giovanni Parente, ha alternato le conferenze teoriche ai seminari tematici distinti per ordine di scuola, soffermandosi, nella tavola rotonda tenutasi il 4 marzo alla presenza di un gruppo di studenti delle superiori, sul problema della paura e della fobia per la matematica da parte dei ragazzi.
Ben 111 insegnanti hanno partecipato all’evento, versando una quota di iscrizione e dando prova, nelle varie fasi dei lavori, di interesse e motivazione.
Sarebbe lungo e complicato addentrarsi nei concetti teorici affrontati e nelle conseguenti  implicazioni didattiche; ciò che ci preme evidenziare è soprattutto la rilevanza data alla formazione teorica degli insegnanti rispetto alla struttura disciplinare della matematica e, contemporaneamente, la necessità di un loro continuo aggiornamento.
E’ emerso in maniera chiara che, se c’è tanta paura e tanto disinteresse da parte degli studenti per tale disciplina, molto dipende dagli approcci didattici, da una matematica vissuta e subita come disciplina mnemonica ed applicativa, più che creativa e ragionata.
E’ apparso particolarmente affascinante il tema proposto dalla Prof.ssa Rosetta Zan, dell’Università di Pisa, in merito alla comprensione dei problemi, che la docente ha affrontato evidenziando anche i risvolti psicologici ed affettivi che l’alunno mette in atto durante l’approccio e la risoluzione.
La complessità del processo di comprensione di un problema richiama la responsabilità metodologica dei docenti e sottolinea il ruolo cruciale dell’insegnante, che non deve puntare ad un’impostazione meccanica e ripetitiva, ma a sistemi di ragionamento anche divergenti, in modo che i ragazzi escano fuori dagli stereotipi e dalle scorciatoie di pensiero che gli stessi permettono.
In definitiva, tutti i relatori hanno evidenziato come non sia possibile costruire competenze matematiche fuori dal rapporto con la realtà ed indipendentemente dalla storia dei singoli oggetti matematici, attraverso schemi risolutivi fissi e predefiniti, spesso privi di senso per lo studente.
Molte le riflessioni ed i dubbi indotti nei presenti, in una logica di formazione che vede proprio nella crisi rispetto a quanto fino a quel momento praticato il maggior punto di forza.
Che senso avrebbe, infatti, formarsi ed aggiornarsi se non si riesce poi a trarre spunti per il proprio cambiamento professionale, dato per scontato che la professionalità è in continua evoluzione e non si acquisisce mai una volta per tutte?
Fra i tanti insegnanti presenti, la percentuale più alta, il 58%, ha riguardato i docenti della scuola primaria, di contro al 14% di docenti della scuola dell’infanzia e al 28% di professori della secondaria di I e II grado.
Un dato, tuttavia, fa riflettere: fra i docenti della superiore, solo 2 appartenevano ai licei di Tricase (Comi e Stampacchia).
Un numero veramente esiguo, per usare un eufemismo, che può tuttavia essere letto da più punti di vista: tutti impegnati nelle vacanze di carnevale? Oppure semplicemente disinteressati a tematiche così banali e a relatori di così bassa lega? O, ancora, talmente certi del proprio sapere da non aver bisogno di nessun convegno o formazione che dir si voglia?
In quest’ultimo caso, siamo davvero lieti di avere nelle scuole superiori della nostra città i migliori docenti di matematica disponibili.
Il Convegno si è concluso con gli apprezzamenti della stragrande maggioranza dei presenti, come hanno dimostrato, fra l’altro, i questionari di valutazione compilati e firmati, in cui ci è stato chiesto di continuare in tale direzione, ovviamente con articolazioni diverse e con differenti livelli di approfondimento concettuale.
Intanto come Associazione abbiamo ufficialmente preso l’impegno di costituire un Gruppo di Sperimentazione in didattica della matematica, aperto a docenti di infanzia, primaria e secondaria di I e II grado, collegato al nucleo di ricerca del Dipartimento di Matematica dell’Università di Bologna e coordinato dal prof. D’Amore.
Il Gruppo rappresenta una prima occasione per sperimentare nuove metodologie di insegnamento all’interno di un preciso quadro teorico di riferimento e in una logica di curricolo verticale, ossia in una continuità effettiva fra i vari ordini di scuola.
     
  
 Caterina Scarascia 

27 febbraio 2014

Convegno Nazionale "LA DIDATTICA DELLA MATEMATICA: STRUMENTI PER CAPIRE E PER INTERVENIRE"

Vi informiamo che chi non avesse avuto la possibilità di iscriversi al convegno secondo le procedure ordinarie potrà farlo direttamente lunedì mattina prima dell'inizio dello stesso.
Comunichiamo inoltre che saranno disponibili gli atti del convegno.


3 febbraio 2014

Convegno Nazionale "LA DIDATTICA DELLA MATEMATICA: STRUMENTI PER CAPIRE E PER INTERVENIRE"



Intervento del prof. Tortorelli Leonardo (Liceo Classico Scientifico Marconi -Treviso)
Lunedì, 3 marzo ore 11.00

"Geometriko / Gioco di apprendimento strategico”


L’intervento è il frutto di una sperimentazione didattica che ha come obiettivo quello di facilitare l’apprendimento della Geometria Piana (da sempre considerata ostica da tutti gli studenti di ogni ordine e grado).
Nel campo della Psicologia dell’Apprendimento della Matematica, le ricerche nell’ambito dell’evoluzione e potenziamento della cognizione geometrica non sono numerose e comunque, quelle più importanti, riguardano i bambini.
Il gioco-didattico che si presenterà si colloca in una fascia complementare di destinatari, esso è rivolto, infatti, a “ragazzi” nella fascia che va dagli 8 ai 100 anni. Dal punto di vista didattico è utilizzabile (sia in ambito scolastico, che familiare o tra amici) dagli ultimi anni della scuola primaria fino al primo biennio delle scuole superiori con possibili “espansioni” anche alle classi successive.
Geometriko può essere considerato come una sperimentazione pionieristica in quanto ideato su misura per le nuove generazioni, in piena crisi motivazionale nell’età scolare e per le quali dunque, occorrono nuovi strumenti innovativi.
Geometriko, avvincente gioco basato sulla Teoria Gerarchica dei Quadrilateri è pensato con l’obiettivo di veicolare l’entusiasmo e l’energia che caratterizza i momenti ludici verso attività metacognitive e l’inconscia acquisizione di competenze. Infatti, la grafica delle carte da gioco, che contiene spesso simpatici personaggi (realizzati da Arteggiate Laboratorio D’Arte), è volutamente accattivante e studiata in modo che, tramite esse, quando il giocatore capirà di aver appreso la Geometria, sarà ormai troppo tardi! Il gioco, testato anche con adulti ha riscosso un imprevisto successo, sia come attività di svago, che come applicazione di brain-training. L’intervento si articola in due fasi: I) Breve introduzione di carattere teorico, descrizione dell’esperienza d’aula ed esposizione dei risultati ottenuti; II) Spiegazione del modello “Geometriko” mediante una partita simulata su Power-Point proiettata su maxi-schermo.
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25 gennaio 2014

Convegno Nazionale "LA DIDATTICA DELLA MATEMATICA: STRUMENTI PER CAPIRE E PER INTERVENIRE"



Auditorium del Liceo "G. Comi" di Tricase (Le),  3, 4 e 5 marzo 2014.

Relatori: Bruno D'Amore, Martha Isabel Fandiño Pinilla, Giorgio Bolondi, Annarita Monaco, Benedetto Di Paola, Rosetta Zan.

Il Convegno, la cui progettazione e direzione scientifica è stata affidata al prof. Bruno D’Amore,   docente universitario, responsabile scientifico del Nucleo di Ricerca in Didattica della Matematica con sede presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Bologna, affronta aspetti relativi alla didattica di tale disciplina dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di II grado.
Il taglio dell’evento, che alterna le conferenze teoriche ai seminari operativi, cerca di coniugare la teoria con la pratica, per fornire agli insegnanti strumenti utili per il loro lavoro d’aula.
L’inserimento, inoltre, nella seconda giornata del Convegno, di una tavola rotonda sulla “fobia” per la matematica ha l’obiettivo di ampliare i “punti di vista” della questione, coinvolgendo anche gli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie di II grado che saranno invitati per l’occasione.
L’Associazione si propone inoltre, sul medio periodo, la costituzione di un proprio Gruppo di Sperimentazione in Didattica della Matematica collegato al Nucleo di Ricerca dell’Università di Bologna.
Il Convegno può rappresentare non solo un’eccezionale occasione formativa, data lo spessore scientifico dei relatori, ma anche un’opportunità per trascorrere le vacanze di Carnevale in un’amena località del Sud Salento, quale è appunto Tricase, a soli  3 km dal mare Adriatico e a poca distanza da Lecce, Otranto e Gallipoli.
Un modo per scoprire l’affascinante costa salentina e i suoi paesi “in bilico” tra lunghe distese di  alberi d’ulivo ed un mare azzurro pronto a lambire alte e sinuose scogliere